Cucina

Il gelato più buono d’Italia lo mangi qui: il paesino tra le montagne così bello che non vorrai più andar via

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Gelato da record - Ristorantedamichele.it

Nel cuore delle Dolomiti Bellunesi, la tradizione del gelato artigianale si rinnova tra eventi internazionali, primati mondiali e valorizzazione delle eccellenze locali.

Nel cuore delle Dolomiti Bellunesi si cela un patrimonio gastronomico di straordinaria rilevanza: la tradizione del gelato artigianale, riconosciuto a livello europeo come eccellenza del Made in Italy. L’area montana che comprende la Val di Zoldo e il Cadore non è soltanto fulcro naturalistico, ma anche culla storica di una cultura del gelato che ha segnato profondamente la storia, l’economia e l’identità locale.

Le origini e la diffusione del gelato artigianale nelle Dolomiti Bellunesi

L’origine del gelato artigianale nelle Dolomiti Bellunesi risale alla metà dell’Ottocento, quando la crisi economica dovuta al declino delle miniere di ferro e al tramonto della Repubblica di Venezia spinse molti abitanti della zona – in particolare gli artigiani gelatieri provenienti da Val di Zoldo e Cadore – a emigrare. Questi pionieri portarono con sé la sapienza e la passione per il gelato, diffondendo in Europa e successivamente nel mondo la tradizione di un prodotto fino ad allora riservato alle élite.

La ricchezza di materie prime di alta qualità, quali latte, panna, uova e frutti di bosco locali, unita alla presenza di ghiaccio naturale e ambienti freschi come grotte e torrenti gelidi, permise la creazione di un gelato unico e genuino. Le tecniche artigianali, come la lavorazione in tinozze di legno e la congelazione con ghiaccio e sale, sono state tramandate di generazione in generazione, diventando un simbolo dell’ingegno e della resilienza bellunese.

Con il tempo, i gelatieri locali abbandonarono i carretti ambulanti per aprire laboratori stabili, dando vita a gelaterie dai nomi evocativi come Venezia, Dolomite, Gondola e Cadore. Questi marchi sono oggi sinonimo di qualità e innovazione, preservando un legame profondo con la tradizione.

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Cosa vedere e mangiare nelle Dolomiti bellunesi – Ristorantedamichele.it

Oggi il gelato artigianale delle Dolomiti Bellunesi continua a essere un elemento centrale della cultura locale, promosso attraverso eventi di richiamo internazionale. Tra questi spicca Gelatiamo, il festival annuale della Val di Zoldo che celebra l’arte del gelato con dimostrazioni pratiche di maestri gelatieri, spesso accompagnate dall’uso di macchine d’epoca ottocentesche. L’evento, oltre alle degustazioni, propone laboratori didattici per bambini e sfide spettacolari, come il record mondiale di palline di gelato su un unico cono.

Longarone, cuore pulsante della tradizione gelatiera, ospita ogni anno la Mostra Internazionale del Gelato Artigianale (MIG), la più antica fiera europea dedicata al settore, nata nel 1959 e diventata un punto di riferimento per produttori e appassionati.

Per chi desidera approfondire la storia della migrazione dei gelatieri e la loro influenza globale, il MIM Belluno – Museo Interattivo Delle Migrazioni dedica una sezione speciale al gelato, con filmati e testimonianze che raccontano le vicende di questi artigiani.

L’importanza del gelato artigianale è stata sancita anche dal Parlamento Europeo, che il 24 marzo celebra la Giornata Europea del Gelato Artigianale, l’unica giornata dedicata ufficialmente ad un alimento, riconoscendo il gelato come eccellenza in termini di qualità e sicurezza alimentare.

Il 2023 ha visto l’“Apfelstrudel” – il tradizionale strudel di mele austriaco – eletto come gusto dell’anno, in omaggio all’Austria, protagonista dell’undicesima edizione della Giornata Europea. Nel contempo, l’associazione dei gelatieri italiani in Germania, Uniteis e.V., ha premiato il gusto “Tiziano”, ispirato all’arte del celebre pittore veneto Tiziano Vecellio e realizzato con uva fragola e prosecco, a sottolineare il legame tra territorio e creatività.

Il gelatiere bellunese Dimitri Panciera detiene inoltre il primato mondiale di 155 palline di gelato su un unico cono, stabilito nel luglio 2022 durante la festa del gelato in Val di Zoldo, superando il suo precedente record di 150 palline.

A livello globale, la tradizione gelatiera bellunese ha trovato eco anche in Argentina, dove la Heladeria Cadore di Buenos Aires, fondata nel 1957 da un emigrante di Tai di Cadore, è stata inserita tra le 10 migliori gelaterie del mondo dal National Geographic. Ancora gestita dalla famiglia Olivotti, è celebre soprattutto per il gusto “dulce de leche” e nel 2018 è stata riconosciuta come Patrimonio Culturale della città.

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