Le tagliatelle rappresentano un simbolo della tradizione gastronomica italiana, particolarmente radicato in Emilia-Romagna, dove la ricetta originale è stata formalmente codificata nel 1972. Questo formato di pasta all’uovo è noto per la sua versatilità e per il legame con condimenti tipici come il ragù alla bolognese, ma si presta anche a numerose varianti regionali e moderne.
Origini e caratteristiche delle tagliatelle
Le tagliatelle affondano le loro radici nella cucina tradizionale emiliana e romagnola, con una storia che risale almeno al Cinquecento. Esse prendono il nome dal verbo italiano “tagliare”, dato che la pasta viene stesa in una sfoglia sottile e poi tagliata in strisce larghe circa 7 millimetri da crude, che diventano 8 millimetri dopo la cottura. Nel 1972, la Confraternita del Tortellino e l’Accademia Italiana della Cucina hanno depositato alla Camera di Commercio di Bologna la ricetta e le misure ufficiali della Tagliatella di Bologna, sancendo così il formato tradizionale.
L’impasto tradizionale prevede l’uso di farina 00 e uova fresche a temperatura ambiente, con la regola di un uovo ogni 100 grammi di farina. La pasta viene lavorata fino a ottenere una consistenza liscia ed elastica, stesa con la macchina tirapasta fino a uno spessore di circa 0,6-0,8 millimetri. Dopo un breve periodo di asciugatura, la sfoglia viene arrotolata e tagliata in strisce regolari.
Preparazione e consigli pratici per le tagliatelle fresche
La preparazione delle tagliatelle richiede un certo impegno: la lavorazione dell’impasto deve essere energica ma delicata per non rompere la maglia glutinica. Dopo il riposo di almeno 30 minuti a temperatura ambiente, la sfoglia viene tirata con la macchina fino allo spessore desiderato. La tradizione consiglia di tagliare le tagliatelle a circa 7 mm di larghezza da crude, e di formare i classici “nidi” per facilitarne la cottura e la presentazione.
Dal punto di vista nutrizionale, 100 grammi di tagliatelle apportano circa 321 kcal, con un contenuto di carboidrati pari a 58,8 grammi, proteine per 13 grammi e grassi contenuti in 3,8 grammi, di cui saturi 1,31 grammi. La pasta fresca all’uovo è dunque un piatto energetico, ideale per fornire carburante a corpo e mente.
Per la cottura, le tagliatelle fresche richiedono solo 4-5 minuti in acqua bollente salata, mantenendo una consistenza al dente. Si consiglia di non sovraccaricare la pentola per evitare che si attacchino tra loro.
Per conservare, le tagliatelle possono essere preparate in anticipo e conservate su un vassoio coperto da un canovaccio in un luogo fresco, ma non in frigorifero. Un’alternativa valida è la congelazione, posizionando i nidi separati su un vassoio per indurirli prima di trasferirli in sacchetti gelo; in questo modo si possono cuocere direttamente da congelate.
Condimenti tradizionali e varianti regionali
Il condimento più celebre per le tagliatelle è senza dubbio il ragù alla bolognese, un sugo ricco a base di carne macinata di manzo, soffritto di burro e pancetta, aromi, brodo, vino e concentrato di pomodoro, il tutto coperto da una generosa spolverata di Parmigiano Reggiano. Tuttavia, le tagliatelle sono molto versatili e si adattano a numerosi altri condimenti.
In Emilia-Romagna e Romagna si trovano varianti come le tagliatelle verdi, arricchite con spinaci nell’impasto, o la cosiddetta “paglia e fieno”, un mix di tagliatelle chiare e verdi. In Toscana e nell’Appennino tosco-emiliano, sono frequenti gli abbinamenti con funghi di bosco, tartufi e ragù di cinghiale. Nelle Marche e in Umbria, le tagliatelle si sposano con ragù di cacciagione, sughi di pesce, funghi porcini e tartufo.
Nel Veneto, si trovano varianti con bietola o ortica nell’impasto e condimenti tipici come il prosciutto d’oca. Anche la tradizione ebraica veneziana utilizza le tagliatelle nei piatti tipici come il fisinàl, con prosciutto d’oca.
Curiosità e cultura intorno alle tagliatelle
La leggenda narra che le tagliatelle siano state inventate nel 1487 da un cuoco bolognese, mastro Zefirano, in occasione delle nozze tra Lucrezia Borgia e il Duca di Ferrara Alfonso I d’Este. Il nome “tagliatelle” è attestato già nel Cinquecento e compare in testi storici come il trattato di Cristoforo di Messisbugo del 1549.
Le tagliatelle sono state anche oggetto di riflessioni culturali: durante il ventennio fascista, lo scrittore Filippo Tommaso Marinetti propose paradossalmente di abolire questo formato di pasta considerandolo “antivirile”.
La poesia del romagnolo Olindo Guerrini e canzoni dialettali come “Dal Tajadel” di Andrea Mingardi celebrano questo alimento come simbolo di forza e tradizione.
Le tagliatelle rimangono un piatto amato in tutta Italia, simbolo di convivialità e della ricca eredità culinaria emiliana, con una storia e una preparazione che continuano a essere tramandate con cura e passione.








