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Presto smetteremo di usare la plastica: quali saranno le fonti alternative

le plastiche innovative
Plastiche innovative per sostituire le più inquinanti - ristorantedamichele.it

Nuove tecnologie contro l’inquinamento: cresce la ricerca su plastiche da fonti sostenibili. Quali saranno i cambiamenti?

Nel contesto di una produzione globale di plastica che supera ormai le 450 milioni di tonnellate annue, con prospettive di crescita fino a 1,2 miliardi di tonnellate entro il 2060 secondo le stime dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE), la ricerca scientifica si concentra sempre più sulle alternative sostenibili alle plastiche fossili. Il fallimento del tentativo di limitare l’uso della plastica in occasione del vertice ONU di agosto 2025 a Ginevra, dovuto alle pressioni dei petro-stati come l’Arabia Saudita, ha reso evidente l’urgenza di sviluppare soluzioni innovative per fronteggiare l’emergenza ambientale legata ai rifiuti plastici, di cui solo il 10% viene attualmente riciclato.

Bioplastiche da cellulosa: una nuova frontiera della sostenibilità

Un importante passo avanti nella riduzione dell’impatto ambientale della plastica è rappresentato dall’impegno delle grandi multinazionali chimiche di abbandonare la produzione dei Pfas, noti come “forever chemicals” per la loro estrema persistenza nell’ambiente e nei tessuti umani. Queste sostanze, presenti in migliaia di prodotti di uso quotidiano – dalle padelle ai tessuti – sono state correlate a gravi rischi per la salute, inclusi aumento di casi di cancro e infertilità.

La multinazionale statunitense 3M, tra le prime a muoversi, ha annunciato la volontà di eliminare i Pfas entro il 2025, mentre la tedesca BASF ha seguito lo stesso percorso. L’Unione Europea ha introdotto restrizioni stringenti, spingendo il settore verso un cambiamento necessario per evitare contenziosi legali e danni ambientali irreversibili.

Dopo le bioplastiche derivate da colture alimentari, che hanno sollevato preoccupazioni relative alla competizione con le risorse destinate all’alimentazione umana, la ricerca si concentra ora su materiali ricavati dalla cellulosa. Questi biopolimeri, in particolare quelli prodotti tramite la fermentazione batterica degli scarti vegetali, offrono il vantaggio di essere altamente compostabili e di avere un’impronta ecologica ridotta.

cambiamneti nel mondo della plastica

Le fonti alternative per la produzione di plastica – ristorantedamichele.it

Uno studio innovativo condotto da un team congiunto della Rice University e dell’Università di Houston ha sviluppato un processo di biosintesi dinamica che permette di allineare in tempo reale le fibre di cellulosa batterica, ottenendo fogli di biopolimero con proprietà meccaniche notevolmente migliorate, adatti a molteplici impieghi industriali.

L’ultima frontiera nello sviluppo di materiali plastici sostenibili arriva dal RIKEN Center for Emergent Matter Science di Wako, in Giappone. Qui, grazie all’applicazione della chimica supramolecolare, è stata creata una plastica solubile in acqua di mare che mantiene la sua robustezza durante l’uso ma si degrada rapidamente una volta esposta ad ambienti salini, come quelli marini.

Questo materiale innovativo, formato da monomeri ionici legati da legami salini reversibili, si decompone completamente nel terreno entro dieci giorni, rilasciando sostanze nutrienti assimilabili a fertilizzanti naturali.

Verso un futuro più sostenibile: materiali multifunzionali e riciclabili

Oltre alle innovazioni descritte, altre ricerche europee e internazionali stanno sviluppando materiali bioplastici multifunzionali come EcoFLEXY, prodotto da una start-up danese con il supporto della Commissione Europea. Questo materiale compostabile offre barriere efficaci contro aria, acqua e grassi ed è utilizzabile combinato con carta e cartone per imballaggi alimentari ecocompatibili.

Un altro esempio è il Caramide, poliammide biologica derivata dal 3-carene, un terpene sottoprodotto della cellulosa, sviluppata dal Fraunhofer Institute tedesco. Caratterizzato da elevata resistenza termica e flessibilità, trova applicazione in settori che vanno dalla meccanica ai materiali per la medicina.

Questi progressi testimoniano come la combinazione tra scienza avanzata e attenzione ambientale possa aprire la strada a una nuova generazione di materiali plastici che, pur mantenendo elevate prestazioni tecniche, rispettano l’ecosistema e contribuiscono a mitigare gli effetti negativi di un consumo plastico ancora troppo elevato e insostenibile.

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