Nel settore del restauro e della conservazione del mobilio antico, la presenza di tarli nel legno rappresenta un tema di grande attualità.
Questi piccoli insetti xilofagi, spesso percepiti come una minaccia, possono in realtà assumere un valore particolare quando si tratta di pezzi d’antiquariato. Analizziamo in dettaglio perché i fori e le tracce lasciate dai tarli, lungi dall’essere sempre un danno da eliminare, possono rivelarsi una testimonianza preziosa della storia di un mobile antico.
I tarli sono piccoli coleotteri appartenenti alla categoria degli insetti xilofagi, cioè che si nutrono esclusivamente di legno. La loro attività si manifesta principalmente attraverso la formazione di minuscoli fori rotondi sulla superficie dei mobili e delle strutture lignee, che nascondono un complesso sistema di gallerie e tunnel scavati dalle larve sotto la superficie. Queste larve costituiscono la fase più lunga del ciclo vitale dei tarli, durante la quale si nutrono del legno scavando gallerie interne.
L’infestazione da tarli è spesso difficile da individuare nelle sue fasi iniziali, proprio perché la maggior parte del danno si svolge internamente alla struttura lignea. Solo quando le larve diventano adulte e fuoriescono per riprodursi si notano i caratteristici fori di uscita. Questo processo può richiedere mesi o addirittura anni, rendendo la diagnosi tempestiva una sfida complessa per restauratori e proprietari.
Tarli nel legno e mobili antichi: danno o valore aggiunto?
Nel mondo dell’antiquariato, la presenza di tarli non è sempre sinonimo di degrado irreparabile. Anzi, in molti casi, i segni lasciati da questi insetti sono considerati una sorta di “impronta storica” che attesta l’autenticità e la provenienza del mobile. I fori e le gallerie rappresentano infatti una testimonianza tangibile dei passaggi e degli ambienti in cui l’oggetto ha vissuto nei secoli.
La rimozione completa dei tarli e la sovracopertura dei fori potrebbe a volte compromettere la valutazione economica e storica di un mobile antico, soprattutto quando il pezzo è destinato a collezioni o musei. Per questo motivo, molti esperti consigliano di valutare caso per caso la necessità di un intervento conservativo, evitando trattamenti invasivi che potrebbero alterare l’aspetto originale e la “patina del tempo”.

Metodi efficaci per il trattamento e la prevenzione dei tarli(www.ristorantedamichele.it)
Quando invece l’infestazione da tarli nel legno compromette la stabilità o la funzionalità del mobile, è indispensabile intervenire con trattamenti mirati. Tra i metodi più utilizzati nel 2026 figurano i prodotti a base di permetrina, un insetticida efficace contro gli insetti xilofagi. La permetrina viene applicata direttamente sulle superfici o iniettata nelle gallerie per eliminare le larve e prevenire la ricomparsa.
Un’altra soluzione molto diffusa è l’impiego di sigillanti e vernici specifiche che creano una barriera protettiva contro nuove infestazioni, limitando l’ossigeno e l’umidità, elementi fondamentali per la sopravvivenza dei tarli. Inoltre, ambienti con condizioni di temperatura e umidità controllate riducono significativamente il rischio di attacchi da parte di questi insetti.
I restauratori più esperti sottolineano l’importanza di affidarsi a professionisti in grado di diagnosticare correttamente il grado di infestazione e di intervenire con le tecniche più appropriate, evitando così rischi di deterioramento o di alterazione del valore storico dell’oggetto.
La ricerca scientifica continua a sviluppare prodotti sempre più efficaci e meno invasivi, come trattamenti a base di anidride carbonica o con microonde, che agiscono direttamente sulle larve senza danneggiare la struttura del legno e rispettando l’integrità estetica del mobile.








